Affitti sempre più pesanti, a Genova nasce la rete per chi non riesce più a pagare casa

Sindacati, istituzioni e associazioni si sono confrontati sull’emergenza abitativa in Liguria. Al centro sostegno agli affitti, edilizia pubblica e rigenerazione urbana

La casa torna al centro del confronto tra istituzioni, sindacati degli inquilini e associazioni. A Genova si è svolto l’incontro di rete del progetto “Sin#APS”, promosso da Uniat, associazione di promozione sociale, e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’Avviso 2/2024. L’obiettivo è costruire una rete stabile capace di affrontare in modo coordinato il tema delle politiche abitative, della tutela degli inquilini e delle difficoltà crescenti di famiglie, lavoratori e pensionati alle prese con affitti sempre più difficili da sostenere.

Al tavolo hanno partecipato rappresentanti di Uil Liguria, Regione Liguria, Comune di Genova, Azienda regionale territoriale per l’edilizia, Associazione per i diritti degli anziani, Sindacato inquilini casa e territorio e Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari. Il confronto ha messo in evidenza una questione ormai strutturale: in Liguria l’emergenza abitativa non riguarda soltanto le fasce più fragili, ma coinvolge anche persone con redditi da lavoro o da pensione che faticano a reggere il peso dei canoni, delle spese condominiali e delle bollette.

Le richieste emerse dall’incontro si concentrano su tre assi: maggiore sostegno agli affitti, rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica e interventi di rigenerazione urbana. La casa, è stato ribadito, non può essere trattata come un bene di lusso, ma come la condizione minima per una vita dignitosa. Da qui la proposta di un patto stabile tra istituzioni, sindacati e realtà sociali, capace di trasformare il confronto in strumenti operativi per chi rischia di restare senza risposte davanti a un contratto, a una morosità o a una domanda per l’assegnazione di un alloggio.
«La marginalità abitativa è una delle forme più subdole di esclusione sociale», ha detto Emanuele Guastavino, presidente di Uniat Liguria, associazione di promozione sociale. «Con Sin#APS stiamo mettendo in rete istituzioni, Uil e associazioni per dare risposte concrete alle famiglie. La nostra rete territoriale serve a supportare chi ha bisogno: aiutiamo a compilare le domande per i bandi affitto, diamo consulenza legale e condominiale sui contratti di locazione e interveniamo sulle morosità incolpevoli e sui problemi legati all’edilizia residenziale pubblica. Non lasciamo nessuno solo davanti a un contratto o a una bolletta».
All’incontro era presente anche Pietro Pellegrini, presidente nazionale di Uniat, associazione di promozione sociale, che ha richiamato la necessità di coinvolgere davvero i soggetti che ogni giorno intercettano il disagio abitativo. «Un provvedimento che tocca la casa non può essere trattato come una semplice norma tecnica», ha spiegato. «Ha bisogno di essere approfondito e condiviso con gli attori sociali e istituzionali, perché qui parliamo della vita delle persone, del loro diritto a un’abitazione dignitosa. Un decreto legge varato senza il coinvolgimento delle associazioni e della politica non basta. Allo stato attuale il Governo sta tenendo un dialogo a senso unico, e questo non è l’atteggiamento giusto per il successo delle politiche che si promuovono».
Il confronto genovese è servito anche a fare il punto sulle misure già attivate e sulle attese legate al Piano Casa nazionale. L’assessore regionale all’Edilizia e alle Politiche abitative Marco Scajola ha sottolineato il rapporto con il sindacato degli inquilini e la necessità di una politica abitativa strutturale. «Questo incontro è stato prezioso per fare il punto sulla situazione in Liguria e per confrontarsi con tutti gli attori coinvolti. Come Regione abbiamo un ottimo dialogo con il sindacato degli inquilini, che rappresenta un riferimento importante per conoscere le esigenze concrete dei cittadini», ha dichiarato.
Marco Scajola ha ricordato anche il lavoro in corso nel confronto tra Stato e Regioni. «Come coordinatore del tavolo Edilizia e Politiche abitative della Conferenza Stato-Regioni sono in costante contatto con il Governo e con i colleghi regionali affinché il Piano Casa, nato con l’obiettivo di riorganizzare il sistema abitativo nazionale e strumento attesissimo dai territori, raccolga le richieste di modifica e le osservazioni delle Regioni per fare in modo che possa essere uno strumento utile e funzionale alle alte aspettative dei territori. Inoltre siamo in prima linea per chiedere più fondi al Governo per far fronte all’emergenza abitativa».
Secondo quanto riferito dalla Regione, in dieci anni in Liguria sono stati realizzati interventi, programmi di riqualificazione e misure contro la morosità incolpevole per oltre 150 milioni di euro destinati all’edilizia residenziale pubblica e all’edilizia residenziale sociale. Sul fronte della rigenerazione urbana sono stati citati i progetti di Begato, della Pigna di Sanremo e la riqualificazione di Marinella di Sarzana.
All’incontro hanno preso parte anche Riccardo Serri, segretario generale di Uil Liguria, Davide Patrone, assessore alla Casa e all’edilizia residenziale pubblica del Comune di Genova, Paolo Gallo, amministratore unico dell’Azienda regionale territoriale per l’edilizia di Genova, Antonio Derinaldis, portavoce nazionale dell’Associazione per i diritti degli anziani, Stefano Salvetti, segretario generale del Sindacato inquilini casa e territorio Liguria, e Bruno Manganaro, segretario generale del Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari Genova.
Il progetto “Sin#APS” proseguirà nei prossimi mesi con sportelli di assistenza diretta e nuovi momenti di confronto sul territorio. L’obiettivo dichiarato è trasformare la rete avviata a Genova in un presidio concreto per chi vive il disagio abitativo, rafforzando l’accompagnamento delle famiglie nelle procedure per i bandi affitto, nelle vertenze condominiali, nei contratti di locazione e nelle situazioni di morosità incolpevole.
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